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MOCA: come gestirli correttamente in azienda e al ristorante

28 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min
MOCA: come gestirli correttamente in azienda e al ristorante

Con la sigla MOCA si indicano i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, direttamente o indirettamente. Rientrano in questa categoria gli imballaggi, i contenitori, le pellicole, i tappi, gli utensili, i macchinari, le tubazioni e le superfici di lavoro.

Gestirli bene significa dimostrare, carte alla mano, che ogni materiale a contatto con il cibo è idoneo all’uso previsto. È un obbligo di legge, ma anche una tutela concreta contro la contaminazione degli alimenti e i danni alla salute.


Il quadro normativo in sintesi

  • Regolamento (CE) n. 1935/2004: è la norma quadro. Stabilisce che i MOCA non devono cedere agli alimenti sostanze in quantità tali da danneggiare la salute, alterarne la composizione o modificarne gusto, odore e colore. Impone inoltre la tracciabilità lungo tutta la filiera, dal fornitore delle materie prime fino all’utilizzatore finale, come un ristorante o un magazzino.

  • Regolamento (CE) n. 2023/2006: impone ai produttori di MOCA di applicare le buone pratiche di fabbricazione (GMP) per prevenire contaminazioni accidentali.

  • Regolamento (UE) n. 10/2011: riguarda i materiali plastici. Fissa i limiti di migrazione globale e specifica per le sostanze consentite.

  • Regolamento (UE) 2024/3190: vieta il bisfenolo A e altri bisfenoli pericolosi nei materiali a contatto con gli alimenti, con periodi transitori che per gran parte dei prodotti sono già scaduti.

  • D.M. 21 marzo 1973: è la disciplina italiana per materiali come acciaio inox, ceramica, vetro e gomma.

  • D.Lgs. 29/2017: contiene le sanzioni in caso di violazione.


Come impostare la gestione: quattro passaggi

  1. Fai un censimento. Elenca tutti i materiali a contatto con gli alimenti presenti in azienda: dalle linee di produzione alle vaschette, dai taglieri agli imballaggi.

  2. Seleziona e controlla i fornitori. Per ogni prodotto richiedi la dichiarazione di conformità e la scheda tecnica, e conservale in modo ordinato.

  3. Rispetta le condizioni d’uso. Il fornitore indica temperature massime, tempi di contatto e tipologie di alimenti compatibili. Un contenitore adatto al freddo non è detto che vada bene per la cottura o per cibi acidi e grassi.

Questi passaggi vanno inseriti nel piano di autocontrollo HACCP, di cui diventano parte integrante.


La dichiarazione di conformità: che cosa deve contenere

È il documento chiave da pretendere dal fornitore. Deve riportare almeno:

Elemento

Contenuto

Fornitore

Nome, indirizzo e recapiti

Materiale

Descrizione e destinazione d’uso

Norme applicate

Regolamenti rispettati in fabbricazione, composizione e prove di migrazione

Risultati delle prove

Limiti di migrazione globale e specifica e condizioni di analisi

Condizioni d’uso

Temperatura massima, tempo di contatto, tipo di alimento

Data e firma

Del responsabile che la rilascia


Registrazioni e aggiornamenti

Conserva fatture, DDT, dichiarazioni di conformità e schede tecniche, e tieni un registro dei controlli interni, come le verifiche documentali e le eventuali prove. Rivedi la documentazione ogni volta che:

  • cambia un fornitore o un materiale;

  • cambia la normativa;

  • un audit evidenzia delle non conformità.

Una documentazione in ordine fa la differenza durante un’ispezione, e vale anche per la ristorazione, non solo per l’industria alimentare.


Che cosa si rischia se non mantieni fornitori non in regola

  • sanzioni amministrative pecuniarie;

  • sequestro di materiali o prodotti;

  • danni di immagine, con possibili ripercussioni sui rapporti con clienti e grande distribuzione.


In conclusione

Una buona gestione dei MOCA non è solo burocrazia: protegge i consumatori, la qualità dei prodotti e la reputazione dell’azienda. Con un sistema chiaro, documentato e aggiornato si previene la maggior parte dei problemi.


Hai dubbi sulla gestione dei MOCA nella tua attività? Contatta Eko03 per un supporto pratico e conforme alla normativa.

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